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Coronavirus: di quali coperture assicurative godo?

Il coronavirus fa emergere tante nuove domande sulle coperture assicurative. Quale delle tue assicurazioni si fa carico di che cosa? E come si presenta la situazione giuridica? Ecco a te le risposte.

 

PERSONE PRIVATE

Come si presenta la situazione giuridica per me in qualità di collaboratore?

 

Situazione al 15 giugno 2020

Maggiori informazioni sono disponibili ai link indicati nel seguito.

 

 

Diritto del Lavoro

Il mio datore di lavoro può chiedermi di lavorare da casa?

Dipende in linea di principio dal suo contratto di lavoro. Se questa possibilità è contemplata nel contratto, allora il suo datore di lavoro può darle istruzioni di lavorare da casa per un periodo di tempo più lungo. Nella situazione attuale (COVID-19), il datore di lavoro può disporre che si lavori temporaneamente da casa sulla base del suo diritto legale di impartire istruzioni, se ciò è ragionevolmente accettabile per i lavoratori interessati nel singolo caso concreto. Questo perché in tal modo protegge i suoi collaboratori dal contagio.

 

 

Posso restare a casa perché ho paura di un contagio?

No. La paura da sola non basta. Se il datore di lavoro riduce il più possibile il rischio di contagio – pertanto lo svolgimento del suo lavoro è ragionevolmente accettabile – e le autorità non emettono un’ordinanza in tal senso, deve lavorare. Se non lo fa, si tratta di un’assenza dal lavoro ingiustificata, senza diritto al pagamento continuato del salario. Potrebbe anche essere licenziato senza preavviso. Può tuttavia annullare i viaggi di lavoro se nel luogo dell’appuntamento d’affari esiste una raccomandazione in tal senso da parte del DFAE/UFSP.

 

 

Che cosa accade se mio figlio si ammala?

La legge dice: se un figlio è malato e ha bisogno di cure, il padre o la madre possono usufruire di un permesso, fino a tre giorni per singolo caso, per occuparsi del figlio (art. 36 cpv. 3 LL). Questo significa che ogni nuova malattia e ciascun figlio sono considerati come un singolo caso. In base alla Legge sul lavoro è necessario presentare un certificato medico. Inoltre, il regolamento si applica solo ai figli fino all’età di 15 anni. Se l’assistenza richiede più tempo e non può organizzarsi altrimenti, dovrebbe discutere la situazione con il suo datore di lavoro.

 

Il nostro consiglio: Servizio di baby-sitting della Croce Rossa Svizzera

 

 

Quanto vengo pagato come lavoratore se il mio datore di lavoro ha annunciato l’introduzione del lavoro ridotto?

Per la perdita del lavoro riceverà un’indennità di lavoro ridotto che corrisponde all’80% della perdita di guadagno. Significa l’80% dello stipendio perduto.

 

Esempio di calcolo per uno stuccatore: 

  • salario assicurato CHF 6’000.–
  • Semplificando, il salario assicurato è il salario dal quale vengono detratti i contributi AVS. la 13esima mensilità è compresa nel calcolo, ma non lo sono le spese di lavoro.

 

Lavoro ridotto 50% 50% del salario dal datore di lavoro 3000.–
  80% del 50% (indennità per lavoro ridotto) 2400.–
  Totale 5400.

Fonti e ulteriori informazioni sul tema del diritto del lavoro sono disponibili qui.

 

 

Diritto di locazione

Posso trasferirmi alla fine del mese? Come avviene la consegna dell’appartamento?

Il diritto di locazione è sempre valido (versione del 1° aprile 2020). Secondo la legge, deve restituire l’appartamento durante l’orario d’ufficio al più tardi l’ultimo giorno del periodo di locazione. Quindi, di solito l’ultimo giorno del mese. Tuttavia, molti contratti prevedono la consegna a mezzogiorno del giorno successivo.

 

Conformemente alle istruzioni del Consiglio federale, non vi è alcun divieto di uscita dal Paese. Traslocare è quindi possibile. Se rimane nell’appartamento dopo la fine del periodo di locazione, va incontro all’obbligo di risarcimento dei danni.

 

Al momento della consegna dell’appartamento, è invitato a osservare le regole di comportamento dell’UFSP. Queste non impediscono una consegna congiunta in presenza dell’inquilino, del locatore e di eventuali accompagnatori, come ad esempio esperti del settore immobiliare. Anche in questo caso è importante che vengano rispettate le norme igieniche e le regole di distanza. Le persone particolarmente a rischio o malate possono farsi rappresentare.

 

Il nostro consiglio: nell’impossibilità di effettuare una consegna congiunta, consigliamo di predisporre un proprio verbale di consegna. Fotografi le condizioni dell’appartamento. Consigliamo agli inquilini in entrata e in uscita di pianificare del tempo per la preparazione di una documentazione fotografica dettagliata delle condizioni dell’appartamento e degli impianti prima della consegna delle chiavi. Gli inquilini che hanno lasciato i locali possono restituire le chiavi al proprietario per posta raccomandata.

 

 

Diritto del Viaggiatore

Ho un’assicurazione viaggi Generali e devo annullare o interrompere il mio viaggio. Posso avere un rimborso?

 

Alla luce dell’attuale situazione straordinaria esaminiamo attentamente ogni singolo caso. Sono tuttavia sempre coperti gli annullamenti dei viaggi per malattia (positività al COVID-19) nonché quarantena.

 

Nota bene: secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, la COVID-19 è considerata una pandemia dall'11 marzo 2020. Sono esclusi tutti gli eventi associati alla COVID-19 dopo questa data. Se avete prenotato il vostro viaggio dopo questa data o se lo prenotate di recente, le cancellazioni di viaggio dovute al coronavirus non sono coperte.

 

Ti preghiamo di attenerti a quanto riportato di seguito.

  • Qualora avessi prenotato un viaggio «tutto compreso» mediante un organizzatore, è questi a risponderne ai sensi della Legge federale concernente i viaggi «tutto compreso». Contatta a tale scopo l’organizzatore del tuo viaggio (agenzia di viaggi ecc.).
  • Se hai prenotato un viaggio individuale, sussiste un obbligo di contenimento dei danni. Ciò significa che devi contattare tempestivamente le compagnie aeree, le piattaforme alberghiere, i noleggiatori di vetture ecc. per verificare se c’è qualche possibilità di annullare o cambiare la prenotazione.
  • Se hai stipulato un’assicurazione viaggi presso Generali, indipendentemente dal prodotto assicurativo e dalle condizioni del contratto, e avete tenuto conto della procedura sopra descritta, vi preghiamo di contattarci almeno 2 settimane prima dell'inizio del vostro viaggio.

 

Chiamaci al numero di telefono 0848 800 400 o subito da questo link.

 

 

La compagnia aerea può semplicemente effettuare un cambio biglietto per i voli prenotati o è obbligata a rimborsare?

 

In caso di cancellazione di un volo, le compagnie aeree sono obbligate a offrire ai passeggeri quanto segue:

  • un volo alternativo di pari valore il più presto possibile (cambio data) o in un secondo momento su richiesta del passeggero.
  • oppure, in caso di rinuncia al volo, il rimborso completo del costo del biglietto.

 

Se rinuncia volontariamente a un volo prenotato:

  • l’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC) raccomanda di contattare la propria agenzia di viaggio o la compagnia aerea.
  • l’UFAC non è competente nel caso in cui il passeggero rinunci volontariamente al suo volo. Si applicano le Condizioni generali della rispettiva compagnia aerea.
  • il rimborso del costo del biglietto generalmente è escluso, ad eccezione delle tasse aeroportuali. Vista la situazione straordinaria, alcune compagnie aeree scelgono una linea accomodante e offrono opzioni  ampie e gratuite di ri-prenotazione e rimborso.

 

Le fonti e ulteriori informazioni sul diritto dei passeggeri aerei sono disponibili qui.

 

 

CLIENTI AZIENDALI

Coronavirus: di quale copertura assicurativa dispone la mia azienda?

 

Il coronavirus pone diversi interrogativi riguardo alla sua copertura assicurativa. Riportiamo qui le principali risposte alle domande in quanto clienti aziendali.

 

Situazione al 15 giugno 2020

Maggiori informazioni sono disponibili ai link indicati nel seguito.

 

 

Qual è la copertura offerta a ristoranti e hotel contro le conseguenze di un’epidemia?

Se hanno stipulato un’assicurazione epidemie Generali per ristoranti e alberghi come modulo aggiuntivo dell’assicurazione di cose, non hanno più una copertura assicurativa da quando l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato la pandemia (11 marzo 2020).

 

 

La mia azienda ha stipulato un’assicurazione di cose per perdita di fatturato. Questa copertura assicurativa si applica anche in relazione al coronavirus?

Un prerequisito per la copertura in caso di danni dovuti a interruzione d’esercizio o di danni cosiddetti «subiti da fornitori» è un danno materiale causato, ad esempio, da incendio, acqua o furto. Le interruzioni d’esercizio senza tali danni materiali non sono assicurate. Di conseguenza, le interruzioni d’esercizio come conseguenza del coronavirus non sono coperte.

 

 

Diritto di locazione

Come cambia il mio premio assicurativo se riduco fatturato aziendale, massa salariale, numero di collaboratori o di veicoli in seguito alla crisi causata dal coronavirus?

 

Per i premi pagati fino al 31 dicembre 2020: dopo la fine dell’anno d’esercizio ci comunicherà i dati definitivi utilizzando l'apposito modulo. Se a seguito del Covid-19 avrà effettuato degli adeguamenti del personale, saranno considerati nel conteggio definitivo 2020 e computati con il premio già pagato. In questo modo garantiamo che non pagherà un premio eccessivo e che non dovrà sostenere spese inutili.

 

Per le rate di premio sospese a partire dal 1° aprile 2020: è possibile un adeguamento immediato della massa salariale o del fatturato - anche retroattivamente a partire dal 1° gennaio 2020. Questa regola non si applica ai contratti forfettari per flotte aziendali.

 

 

Sono il proprietario di una PMI, devo continuare a pagare il canone di locazione commerciale nella situazione attuale?

La questione è molto controversa. Il Consigliere federale Guy Parmelin ha istituito una task force che si sta occupando proprio della questione. La task force sta esaminando se è possibile richiedere una riduzione del canone di locazione o se una situazione di questo tipo rientra nella sfera di rischio del locatario.

 

Il nostro consiglio: fintanto che la situazione non è valutata definitivamente, le consigliamo di non sospendere il pagamento del canone di locazione senza averne prima discusso con il locatore. Potrebbe infatti rischiare una disdetta del suo contratto di locazione a causa di un ritardo nei pagamenti. Inoltre, la conseguenza sarebbe un inutile irrigidimento delle posizioni. Una discussione aperta è il modo migliore di affrontare la cosa, perché la solidarietà è molto sentita in questo momento. Alcuni proprietari di immobili offrono già alle piccole imprese una riduzione dell’affitto o una proroga del termine.

 

 

Sono una PMI, posso effettuare una disdetta straordinaria del contratto di locazione a causa della situazione attuale?

Sulla situazione legata al coronavirus non vi è ancora una decisione a livello giurisdizionale. L’articolo 266g CO prevede effettivamente la possibilità di dare la disdetta straordinaria del contratto di locazione in corso osservando il termine di preavviso di 6 mesi per una data qualsiasi, a condizione che sia possibile dimostrare un cosiddetto «motivo grave». Se il locatario è in grado di dimostrare che la situazione attuale rende inaccettabile la continuazione dell’attività, questo potrebbe costituire un grave motivo ai sensi dell’art. 266g CO. Viene fatta salva naturalmente la decisione della task force del Consiglio federale.

 

 

Diritto del lavoro

L’assicurazione d’indennità giornaliera in caso di malattia si assume i costi qualora una persona contragga il coronavirus?

Se una persona non è in grado di lavorare a causa del coronavirus, l’assicurazione d’indennità giornaliera in caso di malattia di Generali assicura il datore di lavoro contro le conseguenze del suo obbligo legale di pagamento continuato del salario. Sono determinanti le prestazioni concordate contrattualmente, in particolare per il cosiddetto «periodo di attesa». Anche una persona assicurata positiva al virus che deve sottoporsi a quarantena pur senza manifestare i sintomi della malattia, e che non può lavorare da casa, viene considerata inabile al lavoro. In ogni caso è necessario il certificato medico.

 

 

L’assicurazione d’indennità giornaliera in caso di malattia si assume i costi anche se una persona è stata mandata preventivamente a casa?

Se un datore di lavoro manda preventivamente a casa i suoi collaboratori non positivi al virus e questi non possono lavorare da casa, Generali non assicura il pagamento continuato del salario da parte del datore di lavoro. In questo caso non sussiste infatti alcuna malattia ai sensi delle Condizioni generali di assicurazione (CGA).

 

 

Il figlio di un collaboratore è stato mandato a casa da scuola in quanto manifestava tosse. Devo pagare il salario se i collaboratori si prendono cura dei figli a casa e non possono quindi recarsi al lavoro?

Se un collaboratore presenta un certificato medico per il figlio, come datore di lavoro è tenuto a concedere al genitore fino a tre giorni di permesso. Se necessario e giustificato dal punto di vista medico, l’assenza può anche essere prolungata e quindi il collaboratore può rimanere a casa più a lungo per prendersi cura del figlio. Anche in questo caso è richiesto un certificato medico per il figlio malato.

 

I collaboratori hanno tuttavia anche un obbligo di diligenza. Ciò significa che devono evitare il più possibile le assenze e organizzare, ad esempio, un servizio di baby-sitting per i figli.

 

 

In caso di pandemia posso decidere, in qualità di azienda, quando effettuare le ferie aziendali o vietare le ferie?

No. Questo in linea di massima non è possibile, anche se secondo la legge il datore di lavoro può determinare la data delle vacanze. Deve tuttavia ascoltare il lavoratore e tenere conto delle sue preferenze. Il lavoratore ha inoltre diritto all'assegnazione delle ferie con un certo anticipo, di solito tre mesi .

 

Il datore di lavoro può comunque rimandare ferie già concordate, in questo caso, tuttavia, deve dimostrare che vi sono gravi motivi – esigenze aziendali urgenti e impreviste. Il datore di lavoro è inoltre tenuto, in tal caso, a risarcire il lavoratore per eventuali danni sopravvenuti. Ad esempio, eventuali costi di annullamento.

 

 

Vorrei chiudere la mia attività per paura della pandemia. Quali sono i miei obblighi come datore di lavoro?

In questo caso, il datore di lavoro è obbligato a continuare a pagare il salario ai lavoratori interessati. I lavoratori non sono obbligati a recuperare successivamente le ore di lavoro, tranne nel caso di chiusure molto brevi.

 

 

Quali sono le conseguenze per il pagamento continuato del salario se un’azienda deve chiudere in base al dettato di una direttiva ufficiale?

L’azienda sostiene il rischio operativo e commerciale. Il lavoratore ha quindi diritto al pagamento continuato del salario, anche se ciò può incidere pesantemente sul datore di lavoro. Tuttavia, in determinate circostanze, al lavoratore può essere imposto di recuperare le ore di lavoro «non lavorate» in ragione del suo obbligo di lealtà.

 

 

Un mio collaboratore appartiene al gruppo di rischio e quindi lavora in home office. Devo riconoscergli l’orario di lavoro giornaliero completo anche se in home office si possono svolgere solo compiti parziali?

L’Ordinanza 2 COVID-19 contiene una clausola in base alla quale il datore di lavoro consente ai lavoratori particolarmente a rischio di adempiere ai propri obblighi lavorativi da casa. Sono incluse le persone di età pari o superiore a 65 anni e quelle con pressione alta, diabete o malattie cardiovascolari. Il datore di lavoro può anche assegnare un lavoro sostitutivo equivalente. I collaboratori particolarmente a rischio possono essere impiegati in presenza solo a condizioni rigorose. Si tratta, ad esempio, di dispositivi di protezione individuale o una distanza di sicurezza sufficiente. Se ciò non è possibile e non si può assegnare un lavoro sostitutivo equivalente, il lavoratore può comunque rimanere a casa. Il datore di lavoro deve continuare a pagare il salario completo senza addebitare ore negative al lavoratore.

 

 

Devo concedere ai miei collaboratori un certo numero di giorni di vacanza da trasferire al 2021 o il datore di lavoro può insistere che vengano goduti nel 2020?

Se le vacanze sono concesse per ogni anno civile (anziché per ogni anno di servizio), il datore di lavoro non deve consentire il trasferimento al 2021. Può insistere che le vacanze del 2020 vengano godute nel 2020. Di principio, il datore di lavoro determina il momento delle vacanze. Tuttavia, deve tenere conto delle esigenze del lavoratore. Le vacanze devono essere assegnate in anticipo in modo che il lavoratore possa pianificare le proprie vacanze. La regola orientativa è dare un anticipo di tre mesi. A volte però viene sostenuto che in questa situazione eccezionale sia possibile derogare a questa regola orientativa.

 

 

Le fonti e ulteriori informazioni sul tema del diritto del lavoro sono disponibili qui.

 

 

Lavoro a tempo ridotto

Chi può richiedere un’indennità per lavoro ridotto (ILR) e come?

Legga il nostro articolo «Salvaguardia della liquidità – come far sì che la vostra PMI superi la crisi coronavirus».

 

 

Perdita di guadagno per i lavoratori indipendenti

Qual è l’indennità di perdita di guadagno per i lavoratori indipendenti?

Legga il nostro articolo «Salvaguardia della liquidità – come far sì che la vostra PMI superi la crisi coronavirus».

 

 

Mezzi finanziari

Quale sostegno alla liquidità è disponibile per le aziende?

Legga il nostro articolo «Salvaguardia della liquidità – come far sì che la vostra PMI superi la crisi coronavirus».

 

 

Siamo una Sagl relativamente piccola e abbiamo enormi problemi finanziari a causa del crollo degli ordini. Pertanto stiamo valutando la possibilità di richiedere un credito transitorio. Tuttavia, poiché non sappiamo quando torneremo a ricevere nuovi ordini, siamo preoccupati di un eccessivo indebitamento in caso di un ulteriore afflusso di capitale di terzi.

Lo scopo dell’ordinanza è che le aziende duramente colpite sotto il profilo finanziario da questa situazione straordinaria possano ottenere prestiti rapidamente e facilmente – garantendo la liquidità a breve termine. È corretto, tuttavia, analizzare attentamente la situazione finanziaria prima di richiedere un credito, poiché esso costituisce capitale di terzi e pesa quindi sul bilancio.

 

Se la Sagl si ritrovasse in difficoltà, la Direzione (per la SA: il Consiglio di amministrazione) deve adottare alcune misure. In caso di effettivo indebitamento eccessivo, di principio va informato il giudice.

 

Ora è interessante e rilevante che solo il Credito COVID19 Plus (credito fino a un massimo di CHF 20 milioni) costituisce capitale di terzi. Secondo l’Ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19, il Credito COVID19 Basic (credito fino a un massimo di CHF 500 000) non è considerato capitale di terzi, bensì capitale proprio, fino al 31 marzo 2022. Ciò mitiga il rischio che la Sagl incappi in una situazione di indebitamento eccessivo a causa del credito. Va anche notato che il Consiglio di amministrazione non deve sempre denunciare un indebitamento eccessivo.

 

 

Credito transitorio vs. ricezione di un dividendo alla fine dell’anno. Cosa prevede la legislazione in queste circostanze e chi controlla?

La distribuzione di dividendi è esclusa per la durata del Credito COVID19. Ciò significa che non è possibile ricevere dividendi fino al rimborso del credito transitorio.

 

 

Ne ha diritto anche una Sagl fondata nel giugno 2019 il cui titolare non si è pagato alcun salario?

Poiché si tratta di una Sagl e il titolare ha una posizione analoga a quella del datore di lavoro, qui potrebbe essere valutata un’indennità per lavoro ridotto. Dall’Ordinanza 2 COVID-19 un’indennità per lavoro ridotto può essere corrisposta anche a dipendenti in una posizione analoga a quella del datore di lavoro. I dipendenti in una posizione analoga a quella del datore di lavoro sono, ad esempio, soci di una Sagl che lavorano come dipendenti dell’azienda a fronte di un salario. Dovrebbero essere in grado di richiedere un importo forfettario di CHF 3320 come indennità per lavoro ridotto per una posizione a tempo pieno. In questo caso, il titolare non si paga alcun salario e pertanto non è considerato dalla SECO un dipendente in una posizione analoga a quella del datore di lavoro che lavora in azienda a fronte di un salario.

 

In tale contesto, tuttavia, va sottolineato che questo diritto straordinario al lavoro ridotto cessa di applicarsi alla fine di maggio, poiché le misure prescritte dalla legge d’urgenza vengono gradualmente revocate con l’avanzare delle fasi di allentamento.