avtar
chevron-right
avtar
chevron-right
avtar
chevron-right
avtar
chevron-right
chevron-left

The Human Safety Net

Genitori e bambini, più forti insieme

Il programma piccoli:passi cambia la vita delle famiglie della Romandia.

«I genitori iniziano a vedere i propri figli e loro stessi con occhi diversi.» Marie ci parla di ostacoli, incontri e storie particolari viste nel suo lavoro di coordinatrice di piccoli:passi, l’offerta educativa per i più piccoli nel Canton Vaud.

Signora Bessonneau, in che modo il programma piccoli:passi di a:primo può fornire un supporto sul lungo periodo alle famiglie che vivono in condizioni sociali difficili?

Es war generell eine riesige Umstellung für mich. Ich musste mich an den neuen Ort gewöhnen Incontrandole a casa loro, nel loro ambiente privato. Per 18 mesi, ogni settimana condividono un parte della loro quotidianità con le persone del nostro team che fanno loro visita a domicilio. Ci si confronta e si può giocare, fare dei lavoretti o cucinare insieme. Genitori e bambini non vengono mai valutati o giudicati, bensì affiancati e sostenuti. Per noi è questa la cosa importante. Rispettiamo e mostriamo apprezzamento per la loro storia, la loro cultura e la realtà in cui vivono, creando così un ambiente sicuro e rispettoso.

Quali cambiamenti osservate nei genitori nel corso del programma piccoli:passi?

I genitori iniziano a vedere i propri figli e loro stessi con occhi diversi. Scoprono risorse a cui fino a quel momento non avevano attinto e diventano più sicuri di loro stessi. Allo stesso tempo danno anche fiducia al loro bambino e lasciano che faccia le sue esperienze, anche se una determinata azione richiede più tempo o non viene svolta in modo perfetto. Per esempio, una madre ha capito che poteva lasciare i giocattoli sparsi in salotto, senza dover riordinare continuamente, e ha imparato a vederli come parte del gioco.

In che modo il supporto fornito da piccoli:passi aiuta i bambini nel loro sviluppo?

I bambini, in generale, traggono enormi benefici dai momenti trascorsi insieme ai loro genitori. E noi facciamo in modo che diventino un gioco. Quando i bambini parlano, giocano e scoprono cose nuove con i loro genitori, migliorano le loro capacità linguistiche, diventano più curiosi e indipendenti. Non serve che i genitori dedichino ore a un gioco. Mangiare, fare una passeggiata o leggere una storia insieme sono occasioni per costruire una relazione e favorire lo sviluppo nella prima infanzia. 

Può farci un esempio per descriverci cosa può cambiare tra genitore e figlio?

Un buon esempio è la storia di una madre che all’inizio del nostro percorso di affiancamento faceva molta fatica a porre dei limiti al proprio figlio. Aveva paura di dire di no, perché temeva di essere una cattiva madre. Allo stesso tempo, però, non riusciva a giocare con suo figlio, perché lui faceva fatica a concentrarsi su un’attività. La persona del nostro team che è andata a farle visita a domicilio le ha quindi mostrato, attraverso il gioco, come poteva dare dei limiti al bambino. Oggi tra madre e figlio si è sviluppato un legame autentico. La madre ha compreso che era importante dare dei punti di riferimento e che non c’è niente di sbagliato in questo. 

Ha una storia da raccontarci che illustri particolarmente bene il senso e anche il successo del programma?

Mi ricordo di una giovane madre afghana e di sua figlia. All’inizio la madre rimaneva sempre un passo indietro. Forse per timidezza, per paura di essere giudicata o perché non sapeva come giocare con sua figlia. Ogni famiglia ha le proprie abitudini e il proprio modo di prendersi cura dei propri figli. La persona che andava a farle visita a domicilio ha incoraggiato la madre e dimostrato stima nei suoi confronti, in modo che lei acquisisse sempre maggiore sicurezza. Dopo 18 mesi era sorprendente vedere come era cambiata: la madre proponeva lei stessa dei giochi e stava a fianco della figlia con sicurezza. Ci ha raccontato quanto fosse bello per lei vedere sua figlia felice. 

Perché ritiene sia importante sostenere le famiglie già nella prima infanzia dei figli?

Perché i primi anni di vita sono decisivi nello sviluppo del bambino. In questi mesi sviluppano il linguaggio, la sicurezza emotiva, la curiosità e la fiducia. Aiutare i genitori in questa fase significa agire prima che insorgano determinate difficoltà. Si rafforzano i legami sociali e si fornisce un aiuto anche per il futuro accesso alla scuola dell’infanzia. Programmi come piccoli:passi sul lungo periodo garantiscono più pari opportunità e una società più inclusiva.

Marie Bessonneau, Coordinatrice piccoli:passi regione La Côte

Marie Bessonneau

Coordinatrice piccoli:passi regione La Côte

Nel Canton Vaud Marie Bessonneau gestisce un team di tre persone che ogni settimana fanno visita a domicilio alle famiglie per affiancarle. Inoltre lavora come infermiera pediatrica ed è lei stessa madre di un bambino.